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5 novembre 2006

trova le differenze

"David Lammy, sottosegretario alla Cultura nel governo Blair, trentaquattrenne astro nascente del Parlamento britannico, non lesina attacchi alle organizzazioni culturali a suo avviso ancora troppo dominate dal colore bianco. Ma non nega che l’Inghilterra sia più vicina di qualsiasi altro paese a raggiungere l’eguaglianza razziale. Guardate le televisoni di questi tempi, per esempio: è impossibile non notare le tante facce di colore. E’ vero, in proporzione ce ne sono di più nella trasmissioni di sport e varietà che non nella fiction e nelle soap-opera, come protesta puntuto il Cultural Diversity Network, organismo messo in piedi dalle emittenti tv proprio per garantire le differenze etniche sul piccolo schermo. Ma già l’esistenza di un simile guradiano dice il cammino fatto dalla lotta alla discriminazione. E’ vero anche che per assicurare una piena rappresentanza proporzionale delle minoranze, la Camera dei Comuni dovrebbe ospitare ventun deputati anziché gli attuali quindici. Ma questo numero, tuttavia, rende onore al più antico dei Parlamenti, giacchè è una cifra significativamente più alta di qualsiasi altro paese europeo.
Eppure Lammy, fra i più fortunati che ce l’hanno fatta, dice che la strada è ancora lunga. Lui, nato in Guyana da madre single di modesti mezzi, ha ottenuto una borsa di studio per una buona scuola grazie alla sua abilità nel canto. Poi è diventato avvocato e ha preso un master alla Scuola di Legge del celebre ateneo americano di Harvard. E’ solo recentemente che ha realizzato una distinzione cruciale tra i suoi amici affluenti di oggi e quelli degli anni duri: “Tutti i nostri padri sono morti”, dice, riferendosi alla prima ondata di immigrati a Tottenham, spazzata via dalle malattie che la povertà porta con sé. I padri degli amici conosciuti nelle scuole eleganti sono invece ben vivi e vegeti. Promemoria biologico dei quel che significano la razza e la povertà."

tratto da Antonio Caprarica, Dio ci salvi dagli Inglesi… o no!?, Sperling & Kupfer Editori, 2006, pp. 68-69




permalink | inviato da il 5/11/2006 alle 23:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
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